sabato 1 agosto 2009

Sarzana cambierà...

Sarzana cambierà e il suo cambiamento sarà irreversibile e forse epocale: la possibilità di questo cambiamento ha suscitato un dibattito aspro ed alto in cui dietro le opposte ragioni agiscono paradigmi, concetti e ideologie che costituiscono in campo politico/disciplinare “nodi problematici”che non possono essere frettolosamente liquidati .senza cadere nella confusione e, peggio, nella paralisi della radicalizzazione dei conflitti.

Essi sottendono come fili invisibili i discorsi della gente spesso sbrigativamente tradotti in giudizi estetici (a me piaceva di più con la torre…è un pezzo di periferia ecc.) , economico/funzionali (Sarzana avrà il suo parcheggio pubblico e la sua stazione bus, metodologici (la città del principe o di Tocqueville, la città partecipata);

Moderno/Tradizione-Bello/Brutto-Globale/Locale-Sviluppo/Sostenibilità
Architettura/Urbanistica(Progetto/Piano)-Cittàdel “Principe”/Città dei cittadini (cfr. Philippe Daverio);

Sono queste le “coppie oppositive” che il Progetto Botta ha messo in campo e che continueranno ad “agire” (o agitare) il discorso pubblico sul destino della città.

Sarzana è “toccata” dalla mano di un maestro di fama mondiale!1 all’inizio della storia, dissi, che con questo progetto Sarzana (e il suo ceto politico dirigente) avrebbe una volta per tutte sancito la sua dimensione di “Metropolis”;

improvvisamente il “Moderno” arrivava a Sarzana e non in modica quantità: sostituiva i 6 ettari del “vecchio” P.P. vigente con modalità che non concedono sconti (appunto quelle del “moderno”) stereometrie pure, serialità, grandi volumi e altezze mai inferiori a quelle del più alto edificio esistente ….nonostante il riferimento alla differenza tra città europea e città asiatica/americana l’immagine (e le forme) colpiscono per l’originalità tipologica se riferita al contesto d’ambito: torri, cilindri, edifici “ad arco retto” appartengono al repertorio del maestro ticinese fin dall’epoca del suo fortunato esordio con i temi delle case unifamiliari….nel passaggio di scala esse prefigurano uno modello di modernità che ricalca esperienze già vissute nel corpo di altre città, quando la fede nelle magnifiche sorti del progresso illimitato legittimava la tabula rasa dei contesti (International style vs identità locale);
E’quindi il paradigma del Moderno che sottende i discorsi di legittimazione: non c’è sconto perché il Moderno è espressione di un futuro che non ha bisogno di continuità con la Storia poiché con esso la Storia è azzerata e il Nuovo si propone come valore in sè!2

Come ha operato il paradigma della Tradizione nella revisione del Moderno è storia di 50 anni ; scriveva Rogers in “Casabella-Continuità” nel 1954 3 :”per molti anni noi abbiamo avuto in antipatia le gronde, le cornici e ci pareva che solo il tetto piano potesse soddisfare ai nostri disegni; e la finestra verticale ci pareva inadeguata per esprimerci…tutto questo se era giustificato nei limiti di un coraggioso aggiornamento del linguaggio figurativo-altrettanto come si può giustificare l’idiosincrasia per i mobili antichi-finì per far cadere i più deboli in un estetismo formalistico”. La continuità di cui parlava Rogers è riassunta nel commento a uno dei suoi capolavori dell’architettura italiana :la Torre Velasca di Milano di cui scrisse che “ il valore intenzionale era nella sua capacità di riassumere culturalmente l’atmosfera della città di Milano; l’ineffabile e pure percepibile caratteristica…testimonianza di un linguaggio attuale,inserito come immagine nella continuità della tradizione.
Continuità vuol dire quindi fare i conti con il contesto e con l’atmosfera che si respira in una città, indipendentemente dal carico di storia o di qualità delle sue parti…è qualcosa che ha a che fare con l’Identità intesa appunto come l’aria che si respira in una determinata città e che è diversa da città a città!

Che poi la continuità con la tradizione sia stata intesa da altre correnti come riproposizione di architetture in “stile” e dell’urbanistica ottocentesca è un sintomo della reazione all’astrazione meccanicista (e alla conseguente negazione da parte degli architetti del senso estetico comune) imposta dalla attuale fase di globalizzazione economica;

Christopher Alexander ha appena concluso (con la monumentale pubblicazione dei 4 volumi “The Nature of Order”) la sua ricerca trentennale sull’Arte del Costruire e la Natura dell’Universo; Andres Duany and Elizabeth Plater-Zyberk hanno realizzato in America una piccola città (Seaside divenuta anche il set del film Truman Show);
Il Principe Carlo d’Inghilterra e il suo architetto Leon Krier ispirano numerosi movimenti che propugnano il ritorno al passato e che attaccano frequentemente i modi di produzione contemporanei dell’ambiente costruito.4

Infine l’ultimo “paradigma” della ecosostenibilità sta producendo ingegnosi dispositivi a emissione zero, raffinate esercitazioni tecnologiche già in grado di superare la fase sperimentale (cfr. Cellophan house di Kieran/Timberlake o gli ultimi progetti di Cucinella) o addirittura costruzione di intere città;5 è da notare che la sperimentazione di queste ipotesi non si appoggia a particolari indirizzi di decrescita, anzi, uno dei suoi teorici più importanti, Sir Richard Rogers che ha scritto il suo manifesto di città sostenibile è un assertore dei vantaggi della città compatta così descritta: "The compact sustainable city is multi-cultural with a hierarchy of density, has a mix of uses and tenures, is well connected with a coherent public transport, walking and cycling infrastructure, is well designed both in terms of public spaces and building, and is environmentally responsive".
A parte Masdar City la prima città al mondo zero emissioni, zero rifiuti attualmente in costruzione ad Abu Dhabi su 6 milioni di mq.tutte le altre esperienze sono limitate e sperimentali. Possiamo concludere che attualmente dei tre, il paradigma della città sostenibile è quello più spinto nel futuro ma che attualmente soffre, come tutte le novità di errori di gioventù (cfr. l’esperienza fallimentare di BedZed a Londra).

In sintesi, si confrontano a Sarzana, in questo momento, la Tradizione del Moderno , la sua revisione critica nel segno dell’adeguamento contestuale e della continuità con le “preesistenze”e i temi legati al paradigma emergente della sostenibilità.


1 Il nuovo programma urbanistico dell’Amministrazione è evidenziato in http://www.archiviopiacentini.it/notiziario-2008/lagenda-del-sindaco/sarzana
2 Cfr.per una analisi esaustiva delle ideologie del moderno in architettura : “L’Architettura delle buone intenzioni” -Colin Rowe-ed.Pendragon
3 Riportato anche in “Esperienza dell’Architettura”-Einaudi Saggi
4 Il principe di Galles http://www.princes-foundation.org e Christopher Alexander http://www.patternlanguage.com altra traccia è il link a AVision of Europe http://www.avoe.org;l’esperimento di Seaside è consultabile su http://www.seasidefl.com; per le altre realizzazioni cfr. http://www.dpz.com/company
5 BedZed http://www.rinnovabili.it/bedzed-grande-flop-o-progetto-troppo-ambizioso Kieran&Timberlake http://kierantimberlake.com/pl_sustainability/cellophane_house_1.html
Mario Cucinella ha varato il progetto di ricerca the Home for Є100,000 http://www.casa100k.com/index.php?id=4&L=1 Richard Rogers ha inaugurato nel 1995 sulla BBC le “ Reith lectures”, intitolate 'Cities for a Small Planet' , ed ha poi continuato con altre pubblicazioni a chiarire il bisogno della rigenerazione urbana sostenibile : 'Cities for a Small Country' e 'Towards an Urban Renaissance', http://www.richardrogers.co.uk/render.aspx?siteID=1&navIDs=1,3,7 per Masdar City si consiglia il sito http://www.fosterandpartners.com/News/291/Default.aspx